. martedì, 17 novembre 2009 . 11:02 .


GRAZIE A VOI – LE LETTERE
Due righe te le meriti sul campo come giallista. Mi hai tenuto sospesa fino alla fine !Aspetto le prossime avventure di questo personaggio. Ciao.
Cristina

Ho appena finito di leggere con piacere il racconto di Serafino e il commissario, e volevo semplicemente dirti che non mi è dispiaciuto affatto, nè come struttura nè come personaggi; inoltre è stato bello ritrovare lo stile di scrittura dei tuoi articoli, che ben conosco, inserito nell'ambito di un genere letterario che apprezzo molto. Nel mio piccolo, solo una piccola esortazione, a questo punto: continua pure su questa strada, se vuoi, almeno per qualche altro episodio. Magari per te sarà stato poco più che un divertissement, ma a me sembra proprio che tu ci sia portato... In ogni caso, buon lavoro!
Giancarlo Pellegrino

Chissà che un giorno il divertissement non diventi un libro - mdp

E' il racconto più bello finora tra quelli che hai pubblicato.
Antonella

Saviano parla di Arte impegnata. mai sentito un ossimoro più nauseante. Una tela di Bacon era impegnata? L'Ulisse era impegnato? Saviano non è organico al sistema, Saviano è il sistema, ambiguo come il suo editore, come i figuranti di pietra che lo applaudono perchè famoso, come lo zerbino che gli fa domande in prima serata tv. è un innocuo marchio, niente più: come la coca cola o le bandiere del Che. Ormai ha fatto i soldi come anticamorrista da salotto, e cavalca giustamente l'onda, come Crepet lo psicologo da salotto, Bruno il criminologo da salotto, Odifreddi l'ateo da salotto. L'eterno teatrino televisivo delle parti, per nutrire il divide et impera. Aspettiamoci presto una linea di vestiti Saviano, i pastelli Saviano, lo zaino Saviano. e anche presto, eh?, chè Natale incombe e il popolo merda ha le tredicesime da buttar via.
Stefano

Ciao Massimo,
nel tuo pezzo di oggi ringrazi i tuoi lettori, ma siamo noi lettori a dover ringraziare te. Ogni giorno mi dai uno spunto per ragionare su qualcosa. Certo hai la "colpa" di farmi fare il sangue amaro 9 volte su 10, ma in realtà la colpa non è tua ma dei fatti che racconti e dei ragionamenti con cui li analizzi. Ultimo caso, il pezzo su Scanzi che hai aggiornato e linkato ieri. Oppure quando parli di Saviano. Sei l'unico che osa criticarlo, assieme ad Aldo Grasso, proprio sul suo forum oggi. Ma soprattutto la mia rabbia va a mille quando parli degli scrittori "antagonisti di Berlusconi" che scrivono per la Mondadori. E' un mio chiodo fisso e mi meraviglio come se ne parli sempre troppo poco. A tal proposito, sapresti indicarmi, se esiste, qualche inchiesta sull'argomento?
Un abbraccio
Pino

La feci io, l'inchiesta, col libro “C'era una volta un re”. Un sunto sta nell'articolo “Compagni di merende”, linkato in basso in questo stesso blog – mdp

Devo ringraziare questo blog e chi ne è l’anima per moltissime cose. Una per tutte: perché mi stanno insegnando a vivere.
Firmata
ciao massimo, mi permetto di darti del tu perchè in fin dei conti mi parli sempre e se anche non senti rispondo e commento ciò che scrivi. cerco, anche se a volte mi chiedo se riuscire a capire sia realmente possibile, di usare il cervello e trovare un mio senso agli eventi e a questo mondo: tu in questo sei fondamentale. sono una nave che si orienta con le stelle e nelle tue parole intravedo la luce di un faro che mi evita di naufragare negli scogli dell'ipocrisia che mi circonda.
semplicemente grazie.
mauro

Ciao Massimo,
ti scrivo a proposito di due argomenti che hai trattato anche tu.
Del crocifisso, non voglio entrare nel merito della decisione ma delle reazioni. io vengo da una famiglia dove le due "culture", cattolica e atea (comunista e no, alcuni miei avi erano antipapalini dal risorgimento) si sono fuse, nonni con una diversa estrazione che si sono ritrovati in nome dell'amore ma anche di una visione della vita fatta di rispetto reciproco, apertura, solidarietà verso chi è difficoltà, carità, lasciando ai propri figli e cari la libertà di crescere e abbracciare la religione oppure lasciarla ma sempre con il pensiero critico dentro di sè. Quello che noto è l'ignoranza reciproca, come quando si parla di crocifisso, di religione ma anche di pensiero ateo. Vince chi urla di più. Chi grida. Chi sbeffeggia la rispettiva cultura. Finendo per cadere nella superstizione, nell'adorazione di simboli e nell'attaccamento a santi e miracoli con una concezione della religione che è molto simile al paganesimo e allo sciamanesimo che al messaggio cristiano. Senza parlare di un materialismo che scade nella fiducia in una tecnica fredda, senza un briciolo di umanità.
Io non credo ma sono stato educato leggendo il Vangelo, la Bibbia e alcuni messaggi al loro interno sono di una bellezza sconvolgente. Ci sono alcune pagine, vere o presunte, che sono dei macigni. Eppure poco di quei messaggi vengono fatti propri, certo sono difficili da portare nella vita quotidiana, ma è lì che sta la sfida. La condivisione con gli umili e con chi è diverso, con chi commette errori sono prima che un messaggio di religione, un messaggio di umanità. Un'umanità sempre più messa da parte.
E l'altra cosa era la questione droga, sabato scorsa hanno fermato quell'idiota di Corona in Svizzera, senza patente. Pochi giorni fa, girando lo vidi in tv, santificato dalla conduttrice di turno. "Sto cambiando, sono un uomo diverso". Quello che fa nella sua vita sono cazzi suoi, ma basta davvero scandalizzarci per i ragazzi che si drogano, che vivono senza ideali, quando sono sempre questi modelli passati per vincenti, nelle stesse trasmissioni dove i ragazzi che finiscono nei cazzi con la droga son trattati spesso come dei mostri.
Scusa la poca chiarezza. Ma si è anche stanchi di sempre due pesi, due misure. C'è chi la paga, meritatamente si potrebbe dire, ma non è vero che non la si paga
Ho vissuto sulla mia pelle le conseguenze di errori, di cazzate e pagarne gli sguardi delle persone, le giuste ramanzine, i giusti calci in culo, e riprendere con difficoltà una vita. Forse la vita in provincia è dura, forse non lo so. Ma è dura poi trovare lavoro, è dura anche chiedere di nuovo fiducia ai tuoi amici, ai tuoi genitori, alla ragazza della quale eri innamorato e che ha cercato di aiutarti e poi non ce la fa più.
Un'ipocrisia davvero tremenda.
E stupidi quelli che aspirano a diventare come Corona o il Marrazzo di turno.
Non sanno quante bellissime difficoltà si perdono.
scusa per il moralismo ma questa cosa mi viene vedendo una mia ex carissima collega sposarsi con un mio ex collega uscito da storie di droga. vivono insieme, lui sta maturando, pensano di avere un bambino. Ne ha passate di ogni, soprattutto lei. Eppure io in quella cosa ci vedo la vita, in tutte le sue sfumature. Ma in quel suo aprirsi a lui e dirgli "fidati di me", io ci ho visto la bellezza di una vita troppo spesso violata.
Andrea


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